In questa pagina troverete le citazioni più significative tratte dagli episodi della terza stagione. Le citazioni sono estratte dai sottotitoli in italiano tradotti da Italian Subs Addicted.
Episodio 1: Olivia
Episodio 2: The Box
Episodio 3: The Plateau
Episodio 4: Do Shapeshifters Dream Of Electric Sheep?
Episodio 5: Amber 31422
Episodio 6: 6955 kHz
Episodio 7: The Abducted
Episodio 8: Entrada
Episodio 9: Marionette
Episodio 10: Firefly
Episodio 11: Reciprocity
Episodio 12: Concentrate And Ask Again
Episodio 13: Immortality
Episodio 14: 6B
Episodio 15: Subject 13
Episodio 16: Os
Episodio 19: Lysergic Acid Diethylamide
Episodio 20: 6:02 AM Est
Olivia: Questa non è casa mia.
Olivia: Dottoressa Anderson… io non sono pazza. Quella non è mia madre. Mia madre morì quando avevo 14 anni. Il Charlie Francis che conoscevo è stato ucciso. Io non ho mai vinto una medaglia olimpica per il tiro. Io non sono niente di tutto questo. Questa non è la mia vita.
Walternate: Secondo lei?
Alt-Broyles: Secondo me, per come conosco Olivia Dunham… se dovessi scommettere sulla sopravvivenza di qualcuno, scommetterei su di lei.
Walternate: E allora la trovi.
Olivia: Ricordati…
Henry: Sì, lo so, lo so. Hai il mio numero. Il trucchetto Jedi.
Lincoln: Ehi, Liv. Ti abbiamo trovata, grazie al cielo. Ok… lo so che non sono proprio bellissimo, ma… potresti almeno salutarmi!
Olivia: Non sono pazza, sai? Ma per dimostrartelo, dovrei dirti cose che sono ancora più folli.
Henry: Sai, un paio d’anni fa ero messo male. Non riuscivo a tirarmene fuori. Ma dentro di me, sapevo di essere una persona diversa. E solo un’altra persona ci ha creduto. Jasmine. Lei ha visto l’uomo che sapevo di essere. Ma lei era l’unica. Voglio dire che a volte devi credere a quello che non riesci a vedere.
Olivia: Grazie.
Olivia: Grazie, Charlie.
Charlie: Di cosa?
Olivia: Di essere mio amico.
Charlie: Ehi, Liv?
Olivia: Sì?
Charlie: Grazie di non avermi sparato.
Newton: Ho tutto quello che ti serve per la tua nuova identità proprio qui. Agente Olivia Dunham, entrata nella divisione Fringe il 9 Settembre 2008. E ci sono anche i file di entrambi i Bishop, di Broyles, di Bell e della Farnsworth.
Olivia: Dove li hai trovati?
Newton: Sono da questa parte da quando tu eri ancora al liceo, ho coltivato un bel po’ di risorse.
Walter: Aspirin, dobbiamo tornare al supermercato.
Broyles: E’ tutto a posto con lui?
Peter: Oh, parliamo di Walter… bisogna definire “a posto”.
Peter: Più penso al fatto di essere stato laggiù, meno mi sembra reale. Ma tu… tu continui ad essere reale.
Walter: Si dice che Nostradamus sia morto in piedi, ma dubito seriamente che uno che ha predetto la propria morte non si sia coricato.
Broyles: Crediamo ci fosse un terzo ladro che abbia preso quel che hanno tirato fuori.
Walter: A meno che, ovviamente, questo tesoro sepolto non avesse delle gambe proprie. Non sarebbe incantevole?
Walter: Belly ed io passammo giorni a discutere se fosse saggio oltrepassare i limiti. “Solo coloro che rischiano di andare troppo lontano possono sapere quanto lontano riuscirebbero a spingersi.” E’ quello che Belly era solito dire.
Astrid: Quindi tu eri quello prudente, dei due?
Peter: Beh… Walter si è scusato con me. So che non sarebbe stato difficile. Qualche parola, un abbraccio, due o tre partite a Uno… Sarebbe bastato poco per farlo sentire meglio, ma… non ci riesco proprio. Cioè, a volte non riesco neanche a guardarlo negli occhi.
Scarlie: Bentornata, Agente Dunham. Ti ricordi di me, vero?
Olivia: Sì. Tu sei quel taccagno che mi deve 70 dollari.
Scarlie: Maledizione! Io… speravo che te ne dimenticassi. E’ bello vederti.
Olivia: Vale anche per me.
Scarlie: Non sei messa tanto male, hai l’aria di esserti riposata.
Olivia: Una flebo perennemente attaccata e antipsicotici forniti dal governo, riposo immediato.
Scarlie: Sembra divertente. Forse dovrei farmici un giro pure io.
Olivia: Ehi, pensi che qualcuno noterebbe la differenza?
Olivia: Quando ti ho puntato la pistola contro, non ero in me. Se fosse successo qualcosa…
Lincoln: Ma non è successo. Nessun problema, tra te e me.
Olivia: Davvero?
Lincoln: Davvero.
Lincoln: Sai, Liv pensa che abbia ragione. Sul fatto che ci siano state reazioni a catena che abbiano portato agli incidenti.
Scarlie: Ok. Beh, ora che voi due avete riscoperto la vostra Fusione Telepatica Vulcaniana, pensi che stia bene?
Lincoln: Sì. Perchè, tu credi di no?
Scarlie: Non lo so.
Scarlie: Durante il suo esaurimento nervoso, continuava a ripetere che stavano cercando di farle credere di essere qualcun altro, e che questa non era la sua vita. Magari ti sembrerà una pazzia… ma se stesse dicendo la verità? Se non fosse la vera lei?
Peter: Tu non appartieni a questo mondo, Olivia. Tu non sei lei.
Olivia: E tu non sei reale.
Peter: La realtà è solo una questione di percezione. Io sono qui. E sono una parte di te a cui devi tenerti aggrappata. Non puoi dimenticare chi sei, Olivia. Non puoi dimenticare da dove vieni. Non puoi dimenticare questo.
Episodio 04: Do Shapeshifters Dreams Of Electric Sheep?
Peter: Tutte le nostre barriere morali sono fragili. E a meno che tu non ti metta nei panni di qualcun altro, non credo che tu possa veramente giudicare la loro situazione.
Peter: Non può aspettarsi davvero che creda che la cosa le stia bene.
Nina: L’ultimo desiderio di William era che suo padre si occupasse della compagnia, i miei sentimenti personali non contano.
Peter: Con un laboratorio nel seminterrato di Harvard, Walter è riuscito ad aprire un passaggio verso un’altra dimensione, praticamente sbriciolando tutte le leggi della fisica. Non vedo l’ora di vedere cos’è capace di fare con un’impresa multimiliardaria.
Nina: Suo padre ha preso delle decisioni discutibili, in passato, ma la sua brillantezza è innegabile. William credeva nella sua intelligenza. E onestamente, anche io.
Peter: Non è la sua intelligenza a preoccuparmi.
Walter: Il cervello e la mente sono capaci di moltissimo. Non vedete? Il cervello è coscienza. La mente è Dio! Non c’è… nessun limite.
Newton: Beh, forse è perchè vedo le cose dall’esterno, ma… sono pronto a scommettere che da qualche parte, nel profondo della sua mente, Peter Bishop avverta che qualcosa non è del tutto a posto in te, che qualcosa è cambiato, che… tu non sei la sua… Olivia.
Astrid: Agente Astrid Farnsworth. Sono qui per il Dottor Bishop.
Impiegato: Qui ho un “Astro” Farnsworth.
Astrid: Sono io.
Peter: Tricia Van Horn ha vissuto con un Mutaforma per due anni. Si sarà pure accorta di qualcosa.
Fauxlivia: Beh, lo sai che i Mutaforma sono abili, nel loro lavoro.
Peter: Ci ho pensato, ultimamente. Forse si è accorta di qualcosa. Ha solo trovato qualche scusa per non… dover affrontare la cosa. Se lo sarà spiegato in qualche modo. Un po’ come ho fatto io con te.
Fauxlivia: Con me?
Peter: Già. Tutte quelle… piccole differenze… da quando sei tornata dall’Altra Parte. Me l’hai detto che l’esperienza dall’Altra Parte ti ha cambiata, ma da quando sei tornata è come se… come se tu fossi una persona totalmente diversa. Sembri meno stressata… sei più paziente con Walter… non fraintendermi, mi fa piacere. Sei cambiata in meglio. Però… è diverso.
Newton: Riesci a farlo davvero bene.
Fauxlivia: Cosa?
Newton: Cercare ancora di autoconvincerti che non ti importi. Ma ti importa eccome, non è così? Ogni notte… quando la tua testa tocca il cuscino, negli ultimi istanti prima di addormentarti, le tue emozioni ti tradiscono… e metti in dubbio la tua capacità di riuscire a farcela. Parole come “integrità”, “autostima”… ti perseguitano. Formano una linea che non vuoi oltrepassare. E questo ti porterà alla rovina.
Peter: Puoi prendere tutte le pillole che vuoi, tanto non vado da nessuna parte.
Olivia: Tu non sei qui.
Peter: Senti, capisco perchè hai accettato di sottoporti al test, vuoi solo che le cose ritornino alla normalità, per tornare ad essere la Olivia che dovresti essere, ma… sfortunatamente questo non accadrà, perchè non sei la loro Olivia. E puoi continuare a ripetere a te stessa che stai bene, ma non è così. Non dormi… e io non sono un sintomo persistente. Non puoi ignorarmi!
Walternate: La natura non riconosce il bene e il male, Phillip. La natura riconosce soltanto equilibrio e squilibrio. Io intendo ripristinare l’equilibrio nel nostro mondo. A qualsiasi costo.
Peter: Sai perchè l’hai lasciato andare, vero? E’ perche’ capisci bene cosa sta passando. Intrappolato nell’Ambra… proprio come tu sei intrappolata quaggiù. L’unica differenza… è che nessuno verrà a salvare te. Solo tu puoi salvare te stessa. Mi hai dato retta sul caso, non capisco perchè non vuoi darmi retta su questo. Perchè rifiuti di credere alla tua identità? Perchè vuoi negare la verità su te stessa?
Olivia: Sai, non puoi provare nulla di ciò che stai dicendo.
Peter: Ma io so delle cose.
Olivia: Tu… sei nella mia testa.
Peter: Esattamente. Il che significa che anche tu sai delle cose. Cose riguardanti l’altro universo. Cose che non potresti sapere, a meno che tu non ci sia stata. A meno che tu non provenga da lì.
Walter: Magari stai costruendo una bomba nucleare nel mio laboratorio!
Peter: Ma senti da che pulpito, eh?
Walter: Bene. Se finirai con il distruggere l’universo, questa volta dovrai cavartela da solo.
Fauxlivia: Che cosa voleva?
Peter: Niente… a quanto pare Walter non vuole che tocchi i suoi giocattoli.
Walter: Un registratore a nastri! Ne avevo uno esattamente uguale a questo. Mi ricordo di ore trascorse, fuori di testa, ascoltando gli album dei Beatles all’indietro per carpire messaggi segreti. A quanto pare non ce n’erano.
Walter: So cosa si prova. Quello che sta provando questa donna… ci sono passato anch’io. Non riconoscere la propria vita… è terribile.
Walter: Nina! Se avessi saputo della tua visita, avrei preparato un dolce.
Astrid: Ed è sincero… l’avrebbe fatto sul serio.
Nina: La prossima volta chiamerò.
Walter: Creazione e distruzione… Suppongo che dobbiamo sperare che sia la prima.
Peter: Non sei più al sicuro qui, Olivia. Devi andare a casa.
Olivia: Non importa da dove vengo, quello che conta… Quello che conta e’ che sono nei guai. E probabilmente non mi resta molto tempo, qui, e al momento tu sei l’unica persona di cui sento di potermi fidare. Mi serve il tuo aiuto, Henry.
Broyles: Dunham… L’FBI non esiste piu’ da almeno dieci anni. Almeno da questa parte. Sai chi sei, non è vero?
Olivia: E adesso cosa succederà?
Broyles: Adesso… io me ne vado a casa.
Fauxlivia: Chi era?
Peter: A quanto pare sono stato scelto per un risparmio senza precedenti!
Fauxlivia: Risparmi senza precedenti a mezzanotte?
Peter: Non è mai troppo tardi per risparmiare.
Fauxlivia: A quanto pare no. Secondo me dovresti salvarti il il loro numero, e richiamarli mentre dormono loro.
Fauxlivia: Verrai a cercarmi? Mi ucciderai?
Peter: No, avrò delle risposte. E se scopro che hai fatto qualcosa a Olivia… allora sì, ti ucciderò.
Walter: E’ del tutto comprensibile, figliolo. Negli anni ’70 sono involontariamente finito nella casa sbagliata e trascorsero tre giorni prima che mi accorgessi del mio errore, a differenza di Olivia, la donna con cui condivisi il letto non assomigliava affatto a mia moglie!
Olivia: Nonostante quello che pensi tu, il mio universo non è in guerra col tuo. Tutto questo è iniziato perchè un uomo è venuto di qua per salvare un ragazzino, e 25 anni dopo io sono tornata per salvare quello stesso ragazzo. Ma se mi lascerai morire, allora contrattaccheremo e combatteremo. Ma se mi lascerai andare… entrambi i nostri universi potranno sopravvivere. Ci dev’essere un altro modo, e ti giuro che lo troverò.
Alt-Broyles: Senti, io ho visto la guerra. Ma se quello che dici è vero… Alla resa dei conti, devo affidarmi alla speranza. Ti prego, fa che ne sia valsa la pena.
Peter: Mi dispiace, Olivia.
Olivia: Non scusarti.Sei stata l’unica cosa che mi ha fatto resistere. Se non fosse stato per te, non sarei mai riuscita a tornare. Mi hai salvato la vita.
Olivia: Non posso negare che gli ultimi due mesi abbiano lasciato la loro cicatrice. Ma ho fatto una promessa ad un amico, dall’altra parte, e gli ho giurato che avrei fatto tutto il possibile per mettere a posto entrambi gli universi. Devo tornare in servizio.
Broyles: Questo tuo amico… che aspetto aveva?
Olivia:Non era molto diverso da te.
Walter: So quant’è difficile dire la verità a qualcuno a cui vuoi bene, soprattutto quando ci sono di mezzo argomenti che per natura sono di carattere intimo.
Peter: Sei pronto?
Walter: Sì. E, per “intimo”, intendevo “sessuale”.
Peter: Sì, l’avevo capito.
walter: So che in questo caso un padre sta chiedendo al figlio di fare quel che dice e non quello che fa…
Peter: Come faccio a farti capire che non voglio parlarne, Walter?
Walter: Però dovrai farlo.
Peter: No… io dico parlarne adesso, qui, io e te.
Walter: Tu puoi capire meglio di tutti quanto dolore può causare una bugia.
Peter: Sì, è vero. Ed è per questo che, anche se so che cambierà per sempre i suoi sentimenti nei miei confronti, voglio dire tutto ad Olivia. Ok?
Walter: Sei un brav’uomo, Peter. E lei lo sa.
Walter: Era cosciente ed in grado di parlare senza un sistema cardiovascolare funzionante?
Broyles: Così pare.
walter: La dea bendata ha deciso di sorriderci!
Peter: Quando mi hai chiesto di tornare in questo mondo, con te… hai detto…
Olivia: Che il tuo posto è con me.
Peter: Così sono tornato, per te. Per noi.
Walter: Come ha reagito?
Peter: Sorprendentemente bene.
Walter: Sul serio? Pensi sia possibile che l’abbiano sostituita con un robot?
Astrid: Qualsiasi fossero i sentimenti da parte di Peter, non erano certo per lei. Erano per te. Ed erano veri. E lo sono ancora.
Astrid: Ti prego, Walter, dimmi che non stai dando quelle prove da bere a Gene.
Walter: Non finchè non comprenderò gli effetti a lungo termine, ma immagina le possibilità. Questo potrebbe arrestare in modo permanente l’invecchiamento cellulare.
Astrid: Il latte non andrebbe più a male.
Walter: E neanche il formaggio.
Astrid: Quel sogno dovrà attendere, Walter.
Olivia: Sai cos’ha detto Barrett? Ha detto che l’ha guardata negli occhi e ha capito… che non era lei.
Peter: Olivia…
Olivia: Capisco quel che è successo. So che aveva tantissime informazioni su di me, sulla mia vita e sulle persone che mi sono vicine. E ho capito che anche se sbagliava, aveva una spiegazione completamente plausibile. E credo che aspettarmi che tu vedessi oltre tutto questo, è forse chiedere un po’ troppo. Quando ero laggiù, ho pensato a te. E tu eri soltanto una parte della mia immaginazione. Ma mi sono aggrappata a te. E non era… spiegabile, non era logico, ma l’ho fatto. Quindi… perchè non l’hai fatto anche tu? Lei non era me. Come hai fatto a non vederlo? Ora lei è ovunque: è a casa mia, nel mio lavoro, nel mio letto, e non voglio più mettere i miei vestiti, non voglio vivere nel mio appartamento e non voglio stare con te. Lei si è presa tutto.
Walter: Peter! Ti sei svegliato presto.
Peter: Oh no, io sono ancora nel mio letto, addormentato. Stai solo parlando con una mia proiezione astrale.
Walter: Lo dici solo per vedere se sono strafatto.
Peter: Walter… Sicuro che sia opportuno prenderla con leggerezza?
Walter: Ho fatto centinaia di esperimenti su me stesso.
Peter: No, non è questo che intendevo, Walter. Stando a William Bell, lui aveva rimosso quelle parti del cervello per un motivo, perchè glielo avevi chiesto tu. Perché avevi paura di ciò che stavi diventando. Non voglio vederti farti del male.
Walter: Non mi farò del male.
Peter: Ma chi può essere alle due del mattino?
Walter: Oh, la mia pizza!
Peter: Allora sei effettivamente strafatto.
Walter: Forse un pochino.
Peter: Roscoe Joyce è il loro tastierista. E’ uno dei miti di Walter, è lassù con Einstein e Tesla, nel suo Olimpo personale.
Roscoe: E’ una maledizione non riuscire a… ricordarsi di un miracolo. E’ stato un miracolo… poterlo vedere di nuovo. Riesce a immaginare come ci si senta?
Walter: Sì.
Peter: Lei mi chiese quale fosse il mio libro preferito. Capisco che probabilmente cercava solo di raccogliere informazioni su di me, ma… so anche che non sono proprio il tipo piu’ semplice del mondo da conoscere.Per me e’ sempre stato piu’ semplice… tenere le persone a distanza di sicurezza. Che in effetti è una cosa che credo che abbiamo in comune. Il libro non era per lei. Era per l’Olivia Dunham con cui ho passato questi ultimi anni della mia vita. Perchè voglio che tu lo legga. Sei tu la persona con cui voglio condividerlo.
Olivia: Sai, mi sento come Rip van Winkle. E’ tutto diverso. Anche che tu ti apra con me, è diverso. E questo libro è solo una cosa che mi ricorda di tutto ciò che mi sono persa. Di conversazioni che non abbiamo avuto…
September: E’ iniziato. Ho innescato il meccanismo.
December: Osservo il dottor Bishop da quando lo osservi tu. Forse non con la stessa attenzione… ma penso che ti stai sbagliando. Non lo farà.
September: Non sono d’accordo. Credo che sia cambiato.
Walter: Mi dica come posso salvare mio figlio dalla morte.
September: Ci sono cose che so… ma ci sono anche cose che non so. Svariati futuri possibili si stanno sviluppando simultaneamente. Glieli posso rivelare tutti. Ma non posso rivelarle quale di questi sarà quello definitivo. Perchè ogni azione ha delle ripercussioni. Conseguenze sia ovvie che… impreviste.
September: Io e lei abbiamo interferito… con il corso naturale degli eventi. Abbiamo… sconvolto l’equilibrio, in modi che non avrei potuto prevedere. Per questo… adesso ho bisogno del suo aiuto.
September: Devo ammetterlo, ho temuto che il mio esperimento sarebbe fallito.
December: Ma avevi ragione. E’ cambiato. Era disposto a lasciar morire suo figlio.
September: Sì. E ora sappiamo. Quando arriverà il momento… sarà disposto a farlo ancora.
Olivia: E’ più grande di quanto immaginassi.
Peter: Beh, immagino… che sia grande abbastanza da distruggere un paio di universi.
Peter: Walter… basta, ti prego. Anch’io voglio delle risposte. E so che mi vuoi aiutare, ma non credo tu possa, questa volta. Non puoi proteggermi da tutto.
Olivia: Peter… riguardo ai file dell’altra Olivia… so che ci sei andato a letto, e so che stai cercando di proteggermi. Ma leggere queste cose non peggiorerà la situazione. Peter, qui non servo a niente. Ma se potessi aiutare Astrid coi files…
Peter: Olivia. Io ho truffato parecchie persone. E so cos’avrei scritto di loro. Deve aver pensato che fossi uno stupido. E io non voglio che tu mi veda così.
Walter: Li hai uccisi tutti tu, vero, Peter?
Peter: E non è servito a niente. Non ho ricavato niente dagli altri dischetti. Ma questo è l’ultimo, deve sapere qualcosa.
Walter: Peter…
Peter: Devo scoprire cosa sanno, Walter. Sono stufo di aspettare passivamente.
Walter: Figliolo, questo non sei tu… non puoi aver…
Peter: Sono soldati, Walter. Sono qui per ucciderci. Inoltre, non sono nemmeno esseri umani. E non sto facendo nulla di male.
Walter: Allora perchè non ce l’hai detto? Se non stavi facendo nulla di male, perchè non ce l’hai detto? Non so cosa sia successo… ma questo non sei tu.
Walter: Qualunque tipo di relazione è reciproca, Peter. Quando entri in contatto con qualcosa, quel qualcosa entra in contatto con te. Stai cambiando, figliolo. Quando sei entrato in contatto con la macchina, questa ti ha cambiato. Ti ha trasformato in un’arma.
Peter: E allora che facciamo adesso, Walter?
Walter: Non lo so.
Episodio 12: Concentrate And Ask Again
Olivia: E’ solo che mi viene da chiedermi se forse lui si senta allo stesso modo. E lo capirei, se fosse così. Sono stata lei, per un po’ di tempo, e lei… Lei è come me, ma meglio.
Nina: Oh, Olivia…
Olivia: No, voglio dire, lei ha ancora sua madre, non le sono fatti degli esperimenti quando era bambina, è capace di ridere, ha degli amici veri… Ogni tanto indossa perfino un abito da sera.
Nina: Sì, ma nonostante ciò… non sai cosa pensi Peter. Io e William… anche noi avevamo una relazione complicata. Se c’è una cosa che rimpiango, è che non ci siamo mai detti davvero cosa provavamo l’uno per l’altra. Non fare lo stesso errore che ho fatto io. Se vuoi sapere cosa prova Peter… chiediglielo.
Walter: Perchè qualcuno vorrebbe uccidere uno scienziato? Che potrebbe mai fare di male?
Peter: Dici sul serio?
Walter: Oh, cielo… guarda qua… Mi viene la nausea.
Peter: Già, è abbastanza disgustoso, anche per i nostri standard.
Walter: Non parlo del cadavere! Devo averne mollata una nella tuta.
Astrid: Quante volte lo testerai? O è solo un modo per infrangere la dieta?
Walter: Credi che mi piaccia mangiare cibo fritto e unto? Hai ragione.
Olivia: Pensi ancora a lei?
Peter: Chiedo scusa?
Olivia: Mi hai preso centinaia di tazze di caffè, sai che lo prendo liscio, con poco zucchero, stamattina me ne hai portato uno macchiato, ho immaginato che all’altra Olivia piacesse così.
Peter: Sì. Penso a lei in continuazione. Penso a come abbia utilizzato i miei sentimenti verso di te per manipolarmi, a come abbia mentito a me e agli altri.
Olivia: Ma prima che scoprissi che non ero io… era divertente, no? Aveva il sorriso pronto, così hai detto.
Peter: Olivia, l’ho detto perchè tu capissi che ho notato le differenze tra di voi. Ma credevo che fossero merito mio. Merito di noi due. Credevo di essere stato io a tirare fuori questo nuovo aspetto della tua personalità. Non l’ho mai detto perchè preferivo stare con lei. Perchè non è così. Mi spiace per il caffè.
Olivia: Chi è? C’erano altri suoi disegni in casa tua.
Simon: Lavora in un bar vicino casa mia.
Olivia: Che tipo è?
Simon: E’ perfetta.
Olivia: Non ci hai mai parlato, vero?
Simon: La vedo ogni tanto quando passo con la macchina.
Olivia: Solo perchè pensi che sarebbe troppo doloroso.
Simon: Anche se fingesse di essere gentile o di essere mia amica o… uscisse con me per pietà… saprei esattamente cosa pensa davvero. “Figurati se mi metto con questo fenomeno da baraccone. “
Simon: Ma… come puoi esserne sicuro? E’ solo quello che temi accadrebbe. E anche se scoprissi che… che non le interessi, che c’è già qualcun altro… che le piace o che non è innamorata di te? Non sarebbe meglio saperlo?
Simon: Nessuno dovrebbe conoscere esattamente i pensieri degli altri.
Olivia: Forse no, ma al momento vorrei davvero poterlo fare.
Simon: Non sono in grado di leggere la tua mente… ma ho letto la sua. Ecco cosa si prova ad essere me.
Sam: Non sono io il tuo problema, è Peter Bishop.
Nina: Va’ avanti.
Sam: Ok, ecco cosa posso dirti. Il dispositivo può essere usato come mezzo
di creazione o come arma di distruzione. Dipende dal tuo punto di vista e Peter Bishop… è l’unico sintonizzato sulla giusta lunghezza d’onda per attivarlo. In base alla frequenza di vibrazione di Peter… essa determinerà la reazione della macchina.
Nina: E cosa determina la frequenza di Peter?
Sam: Dipende dalla sua disposizione d’animo ossia, in parole povere, da chi sceglierà. L’Olivia di questo universo o l’Olivia dell’altro. Sarà la sua scelta dell’una o dell’altra… a stabilire quale dei due universi sopravviverà.
Nina: In tal caso, non c’è ragione di preoccuparsi. Sceglierà la nostra Olivia.
Sam: Non ne sarei così sicuro.
Episodio 13: Immortality
Fauxlivia: Dunque, insetti…
Lincoln: Già.
Fauxlivia: Bleah… sai cosa ne penso degli insetti.
Lincoln: Non Charlie. Charlie adora gli insetti.
Scarlie: Siate felici, gente! Il nuovo capo è qui!
Lincoln: Perchè quando dici “capo” sembra che mi manchi di rispetto?
Scarlie: Vedi, è il mio tono. Forse è per questo che non mi promuovono.
Scarlie: Non cominciare nemmeno, eh?
Fauxlivia: Oh… la ragazza degli insetti ha una cotta per Charlie!
Scarlie: La ragazza degli insetti ha una cotta per il fatto che avevo i ragni nel sangue, bimba.
Fauxlivia: Andiamo, tutti cerchiamo qualcuno a cui piacere per ciò che siamo dentro, no?
Scarlie: Signora, nessuno vuole mangiare il suo cane, ok, grazie per aver chiamato.
Fauxlivia: No, gli insetti non controllano sua moglie.
Scarlie: Queste persone sono schizzate! Ma cosa sta succedendo in questa città?
Walternate: Se me l’avessi chiesto una settimana fa… ti avrei detto che avrei sacrificato qualunque cosa… pur di salvare il nostro universo. Ma in realtà ci sono limiti che non riesco a oltrepassare.
Episodio 14: 6B
Olivia: In realtà non so cosa dire. Vedi… So che pensi ancora a lei. So che provavi qualcosa per lei, ed è ancora così, e… sinceramente, non credo che tu sia stato del tutto onesto con me.
Peter: Beh, hai ragione, cioè, non ti ho detto tutto quanto. Soprattutto perchè non credo che tu…
Olivia: Che possa sopportarlo?
Peter: So che non riesci a fidarti delle persone. Tiviene difficile farle entrare nella tua vita.
Olivia: Non ci riesco,ma ho le mie buone ragioni. Non mi sto inventando niente.
Peter: Lo so. Non ho mai voluto essere uno dei motivi. E penso ancora a lei… perchè ho passato così tanto tempo a pensare come sarebbe stato con te… a immaginare come sarebbe stato svegliarsi al tuo fianco. Rilassarci, solo noi due, leggere il giornale, bevendo una tazza di caffè. E finalmente… potevo farlo davvero. Ho visto come potrebbe essere la nostra vita di coppia, ed era bellissimo.
Olivia: Peter, è stata lei a portarci via tutto questo, non io.
Peter: E adesso? Chi è che ci sta fermando, adesso?
Peter: Ehi, Cupido!
Walter: Ha funzionato il mio piano?
Peter: Se il tuo piano era di rendere le cose persino più imbarazzanti e dolorose, tra me e Olivia, allora sì, ha funzionato a meraviglia.
Walter: Forse avrei dovuto preparare una frittata.
Olivia: Hanno saltato tutti insieme?
Walter: Come un flash mob… di suicidi.
Walter: Dannazione!
Astrid: Walter, che stai cercando?
Walter: Il mio sismografo. Come potrei misurare delle microscosse senza il mio dannato sismografo?
Peter: Walter, quelle cose le teniamo nel retro.
Walter: E allora perchè ve ne state seduti qui?
Astrid: Vado a prenderlo io.
Peter: Sai, un “grazie” non ti ucciderebbe.
Walter: Oh, scusami se in questo momento, mentre l’universo collassa, ho dimenticato la parolina magica.
Peter: Walter, è ancora tutto ipotetico.
Walter: Peter, so che questa non è una scienza esatta. Magari preferiresti che mettessi Olivia in uno stato indotto di paura ed ansia, sperando che colga il bagliore dell’altro lato.
Peter: Non intendevo questo.
Olivia: Ok, Walter, andiamo a piazzarlo al Rosencrantz. Se ci fossero attività sismiche, sarai il primo a saperlo.
Walter: Sì. Grazie! Prego! Hocus pocus! O qualsiasi cosa voleste sentire.
Olivia: Pensi davvero che questa sia la fine del mondo?
Peter: Anche se fosse, non c’è motivo di aspettarla fuori al freddo. C’è un bar dall’altro
lato della strada.
Olivia: Aspetta, ti sembra un buon momento per scolarsi shottini?
Peter: Chi ha parlato di shottini? Magari hanno le patatine.
Olivia: Beh, se la metti così.
Peter: Ma di cosa hai paura?
Olivia: Che tu abbia ragione. Che non si tratti solo di lei. All’inizio era così, ma ora credo di essere io a tirarmi indietro. Forse non sono proprio in grado di abbassare le mie difese.
Peter: Olivia, dai, lo sai che non è vero.
Olivia: Dev’essere così. Ho davvero paura… di non riuscire a rimediare a questa cosa, perchè… forse sono fatta così e non posso farci niente.
Walter: Per molto tempo ho voluto pensare il peggio di Walternate. Pensare che fosse un uomo malvagio, capace di utilizzare ogni mezzo necessario per ottenere ciò che gli servisse. Credo che mi aiutasse a giustificare ciò che ho fatto. Ora siamo di fronte alla stessa decisione. E io sto sostenendo di fare
esattamente ciò che farebbe lui. Questo cosa dice di me come persona?
Nina: Che sei uno che si pone
le giuste domande.
Walter: E non credi che anche lui si sia crucciato con le stesse domande?
Walter: Ora chiudete gli occhi, voglio che ignoriate tutto quanto a parte il suono della mia voce. Cercate di rilassavari, liberate le vostre menti. Abbiamo detto che la vostra immaginazione può portarvi ovunque vogliate
Walter: Certo che i Dodgers giocano a Los Angeles
Peter: No, non è vero, li ho visti giocare a New York. E Lanterna Rossa non dovrebbe essere verde. Non ho mai avuto un guantone da baseball prima
Walter: Peter
Peter: Mai!
Walter: Sei stato male, per tantissimo tempo. Ciò deve averti disorientato, confuso i tuoi ricordi figliolo
Peter: Non chiamarmi così! Io non sono tuo figlio! Tu non sei mio padre!
Walter: Peter…Peter
Peter: E lei non è mia madre!
Elizabeth: Non possiamo continuare così, lo stiamo facendo impazzire
Walter: Qual’è l’alternativa?
Elizabeth: Dirgli la verità?
Walter: Si sentirebbe imprigionato. Doveva già essere a casa ora, non era previsto che arrivassimo a questo punto.
Elizabeth: Oh sono passati sei mesi Walter
Walter: Rimandarlo indietro non è semplice come speravo
Elizabeth: Tu lavori, ma qui con lui ci sono io
Walter: Elizaberth io penso che questo..
Elizabeth: Io sono con lui tutto il tempo. Non ce la faccio a vederlo soffrire così. E se tu costruissi un dispositivo come quello che hai usato l’altra volta?
Walter: Elizabeth, ci abbiamo già provato, sarebbe catastrofico, il tessuto dell’universo è cambiato a causa del passaggio che ho creato. Non potrà resistere ad un’altra lesione
Elizabeth: Nemmeno lui Walter. Sta soffrendo molto. Mi guarda e non si fida di me, sono sua madre ma qualunque cosa dica…
Walter: Elizabeth, Elizabeth, tu non sei sua madre. E’ un ragazzino molto simile a nostro figlio.
Walter: Primo, quelli sono appunti. E secondo, si, la combinazione unica tra amore e terrore stimola davvero in lei una reazione corticale. Questa potrebbe essere la chiave per attraversare. E se non le viene permesso di tornare a casa, a ristimolare il processo
Elizabeth: Intendi “essere ancora terrorizzata”
Walter: Potrebbero volermici anni per simulare artificialmente quello stato d’animo
Elizabeth: Walter avevi detto che era solo una teoria, ci deve essere sicuramente un altro modo
Walter: E se non ci fosse? Questo non riguarda più me, te o Peter. Non vedi cosa ho fatto? Gli sono sgattaiolato in casa in piena notte e ho rapito il loro figlio. Se non glielo restituiamo, capiranno e verranno a cercarlo a cercare noi, lo so, perché è quello che farei anche io
Walternate: Ma dev’esserci sfuggito qualcosa dev’esserci una spiegazione.
Alt Elizabeth: Ogni lunedi’ prendi un aereo per la Florida, lavori tutta la settimana, poi torni a casa e discutiamo come stiamo facendo adesso. Il nostro non è più un matrimonio, è diventata una routine
Walternate: Ti prego Elizabeth, solo un’altra volta. È mio figlio, non posso perderlo
Olivia: Come sapevi che sarei venuta qui?
Peter: Perché è l’unico disegno in cui sembri felice. Mi chiamo Peter.
Olivia: Io sono Olivia
Peter: Cosa ti e’ successo?
Olivia: E’ stato il mio patrigno
Peter: A quanto pare tutti ti stanno cercando
Olivia: Ho fatto un casino e ora lui mi rimanderà a casa
Peter: Chi?
Olivia: Il dottor Walter
Peter: Gliel’hai detto? A Walter intendo, gli hai detto che il tuo patrigno ti picchia?
Olivia: Non penso farebbe nulla
Peter: Mia ma…è una cosa che mi ha detto mia mamma. Devi prima immaginare quello che vuoi che accada, solo allora puoi tentare di cambiare la realtà
Olivia: Ti fidi di lui, di Walter intendo
Peter: Devi almeno provarci. Non credi?
Peter: Non tornerò mai indietro. Vero?
Elizabeth: Ascoltami, a volte, il mondo in cui viviamo non è quello che vorremmo. Però abbiamo il cuore e la fantasia per trarne il meglio. Una cosa te la prometto: proverò ad essere la migliore madre possibile per te. Mi prenderò cura di te, ti proteggerò e non lascerò che nessuno ti porti mai via da me. Nessuno, mai e poi mai
Peter: Ma non sei lei, vero? Non sei la mia vera madre
Elizabeth: Eri malato. Sei stato molto malato per tanto, tanto tempo e credo che ti abbia confuso. Certo che sono tua madre, ora vai a lavarti le mani per la cena, okay?
Peter: Okay mamma
Walter: E’ stato l’intelletto di Belly a rendere grandiosa questa società. L’unica cosa che son riuscito a fare io, con le sue immense risorse e’ stato il creare un nuovo gusto per la glassa dei cupcake. Bacon-Barry.
Walter: La sua felicità… è un promemoria costante del prezzo del mio fallimento. Di cosa andrebbe perso, se non dovessi avere successo. Me ne sono stato lì… a guardare queste cartelle… a sentirmi depresso, a sentire la mancanza del mio vecchio amico. A chiedermi se posso riuscire a farcela senza di lui. A pensare a come lavorassimo bene, insieme. Ma poi mi sono ricordato… quanto lavoravamo bene… noi due… assieme. E poi mi sono reso conto… che forse in queste ci può essere una soluzione. Forse se esamino queste cartelle, in ogni dettaglio, ogni schema di pensiero, forse posso riuscire a ricordare come ragionavo un tempo. Come ragionavamo. Tornare indietro a quando non c’erano restrizioni, a quando tutto era possibile.
Peter: Dispositivi di galleggiamento personale?
Walter: Leggimelo.
Peter: “Il pallone dev’essere ingoiato e poi gonfiato con elio attraverso un tubo inserito nel…”
Walter: Sì, non siamo mai venuti a capo di quel difetto di progettazione. Sospetto sia quello il motivo per cui non abbiamo trovato molti volontari.
Walter: Mi sono fatto mandare il sangue dei cadaveri dall’obitorio per poter isolare l’elemento. A proposito, ti chiederei la cortesia di liberarti dei campioni in eccesso.
Astrid: Sono andata a Quantico per ritrovarmi a far questo?
Walter: No, no, no, è praticamente impossibile!
Astrid: E ho altre brutte notizie. E’ finita la liquirizia. Ma ti ho preso delle mentine.
Nina: Walter, non è mai stata la tua intelligenza a renderti eccezionale. Certo, sei un genio. Ma è la tua immaginazione… La tua creatività senza limiti che ti rendono speciale. E’ vero…una parte di te se n’è andata.Ma la parte migliore ti è rimasta, concentrati su quella.
Walter: E se fallisco?
Nina: Non fallirai, Walter.
Walter: Come puoi esserne così sicura?
Nina: Perchè non puoi.
Episodio 19: Lysergic Acid Diethylamide
Walter: Astro, siamo pronti?
Astrid: Ci siamo quasi, Wally.
Bellivia: Walter, dove tieni gli elettrodi?
Walter: La mensola in fondo, accanto al cibo per pesci.
Walter: Ma certo! L’LSD!
Bellivia: Potrebbe risolvere il problema della personalità dominante.
Walter: Ma è geniale, figliolo! Forse non e’ il momento adatto per chiedertelo, ma ti sei mai fatto un trip?
Broyles: Che c’è?
Peter: Sei calvo. Credo che sia un Osservatore.
Peter: Aspetta, aspetta, aspetta! Guidi tu?!
Walter: Ok!
Broyles: E’ l’infinito. E’ tutto intorno a noi. Tu non lo vedi. Non lo vedevo neanch’io. Ma adesso lo so. E so che mi ha seguito.
Astrid: Cosa ti ha seguito?
Broyles: La morte. Io ho visto la morte. L’ho vista bene. Ed ero io.
Bell: Walter… quando eravamo giovani e sciocchi… con troppo potere… e troppi sogni perchè qualcuno potesse mettersi in mezzo… avevamo bisogno l’uno dell’altro.
Walter: Non capisco.
Bell: Avevamo bisogno l’uno dell’altro, allora, per controllarci e riequilibrarci.
Walter: E adesso?
Bell: Adesso… tu possiedi la saggezza dell’umiltà. Allora non era così. Le decisioni che prenderai saranno quelle giuste. La direzione che sceglierai di seguire… sarà quella corretta.
Olivia: Non lo so, non l’ho mai visto prima. Ma penso che sia colui che mi ucciderà.
Alt-Brandon: Signore, la Storia potrebbe non sapere mai quello che stiamo facendo qui. Come abbiamo salvato il nostro universo. Sono fiero di farne parte.
Walternate: Anche Oppenheimer ci ha salvati. Ma a che prezzo? Non riusciva a sopportare gli incubi. Le urla di tutti gli innocenti che ha ucciso. “Sono diventato la Morte, “il distruttore di mondi.” Ma nel nostro caso è davvero così. Distruggeremo il loro mondo, per salvare il nostro. Che Dio abbia pietà di noi.
Walter: Buongiorno, Olivia. Non sapevo che fossi rimasta a dormire. Che bella sorpresa!
Olivia: Oh, no, sono più sorpresa io.
Walter: Metto in forno un’altra frittata ai funghi. Ho trovato delle morchelle al mercato col cappello piu’ grande che abbia mai visto.
Olivia: Certo.
Walter: Olivia? Dovresti portarti delle pantofole per quando dormi qui. In questa casa fa un gran freddo.
Peter: Che ore sono?
Olivia: Le 6:30 del mattino.
Peter: Oddio.
Olivia: E… C’è tuo padre che gira per casa nudo.
Peter: Certo, è martedì. Cucina sempre nudo di martedì.
Olivia: E’ una cosa sicura?
Peter: No. E neanche bella da vedere, ma… ti ci abituerai.
Fauxlivia: Che succederà alla gente laggiù?
Walternate: Io mi preoccupo per la gente del nostro mondo.
Fauxlivia: Ma suo figlio è lì.
Walternate: Ne sono consapevole. Peter ha deciso di andarsene. Ha scelto a chi dare la sua lealtà. Ho scelto di rinunciare a mio figlio perchè tu potessi tenerti il tuo.
Walter: Potresti morire, Peter.
Peter: Eppure, se non facciamo niente, moriremo tutti.
Walter: “Gli dia le chiavi e salvi la ragazza.”
Peter: Cosa?
Walter: Ecco cosa stava facendo… mi stava preparando.
Peter: Chi?
Walter: L’Osservatore. Mi stava preparando perchè sapeva che avrei dovuto lasciarti andare. Che avrei dovuto… avrei dovuto sacrificarti… per risolvere i problemi che ho creato.
Peter: Credo di essere destinato a farlo. Ma non posso farlo senza il tuo aiuto.
Broyles: E lei cosa ne pensa?
Walter: Come?
Broyles: Peter è suo figlio. Come padre… pensa che questa sia una buona idea?
Walter: E’ a causa del mio egoismo… della mia incapacità a lasciar andare mio figlio 26 anni fa, che ora succede questo. La mia opinione di padre non ha importanza.
Broyles: Walter… a me importa.
Walter: Onestamente, non so cosa accadrà, Phillip.
Walter: Non sono mai stato bravo a lasciarti andare via.
Peter: Questa volta devi farlo.
Walter: Figliolo…
Peter: Lo so.
Walter: Non so come muovermi, qui. Altra gente… suppongo… trova conforto a stare in una cappella… a parlare con te. Non ho altro posto in cui andare. Ti ho chiesto un segnale… e tu me l’hai mandato. Un tulipano bianco. Ed io ero così grato. Da allora… nei momenti… di profonda disperazione… ho trovato conforto credendo che tu… mi avessi perdonato. Ero disposto a lasciarlo andare. Ero disposto a lasciar morire Peter. Sono cambiato. Dovrà pur contare qualcosa. Signore… so che le mie colpe sono imperdonabili. Quindi puniscimi. Fammi ciò che vuoi. Ma ti scongiuro… risparmia il nostro mondo.











[...] a tempo di record le quotes e il riassunto dell’attesissima premiere di ieri sera. Buona [...]
[...] a tempo di record le quotes e il riassunto del secondo episodio. Buona [...]
[...] le quotes e il riassunto del terzo episodio. Buona [...]