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In questa pagina troverete le citazioni più significative tratte dagli episodi della seconda stagione. Le citazioni sono estratte dai sottotitoli in italiano tradotti da Italian Subs Addicted.

Episodio 1: A New Day in the Old Town
Episodio 2: Night of Desirable Objects
Episodio 3: Fracture
Episodio 4: Momentum Deferred
Episodio 5: Dream Logic
Episodio 6: Earthling
Episodio 7: Of Human Action
Episodio 8: August
Episodio 9: Snakehead
Episodio 10: Grey Matters
Episodio 11: Johari Window
Episodio 12: What Lies Below
Episodio 13: The Bishop Revival
Episodio 14: Jacksonville
Episodio 15: Peter
Episodio 16: Olivia. In The Lab. With The Revolver.
Episodio 17: White Tulip
Episodio 18: The Man From The Other Side
Episodio 19: Brown Betty
Episodio 20: Northwest Passage
Episodio 21: Over There, Part 1
Episodio 22: Over There, Part 2

Episodio 1: A New Day in the Old Town

Episodio 2: Night of Desirable Objects

Episodio 3: Fracture

Episodio 4: Momentum Deferred

Episodio 5: Dream Logic

Episodio 6: Earthling

Episodio 7: Of Human Action

Episodio 8: August

Episodio 9: Snakehead

Episodio 10: Grey Matters

Episodio 11: Johari Window

Episodio 12: What Lies Below

Episodio 13: The Bishop Revival

Episodio 14: Jacksonville

Episodio 15: Peter
Walter: Ero un uomo diverso, allora. Volevo cambiare il mondo. Ma vedi… dopo che Peter si ammalò… niente di tutto questo ebbe più importanza. La malattia era genetica. Feroce. Devastante. Tentai ogni cosa. Ma non c’era speranza. Per lo meno… non da questa parte. Ma di là… la loro tecnologia era più avanzata. Se anche il Peter alternativo era malato, di là… allora suo padre non sarebbe stato altrettanto motivato a trovare una cura? E lo era. Che Dio mi aiuti. Lo era.

Elizabeth: Non è mai andato in una scuola vera, non ha mai avuto degli amici veri, non ha avuto una famiglia, a parte noi. L’abbiamo protetto talmente bene… che non abbiamo mai permesso a nessun altro di conoscerlo.
Walter: Abbiamo fatto del nostro meglio. Abbiamo affrontato ciò che ci è stato dato. Sapeva di essere amato. Vero?

Walter: Elizabeth, te lo sto dicendo… perchè voglio che tu sappia che… da qualche parte, Peter crescerà, da qualche parte avrà una vita vera, da qualche parte sarà felice, solo non sarà qui. E da questo dobbiamo trarre consolazione. E… dobbiamo iniziare ad andare avanti.

September: Sarete d’accordo con me, il momento era molto importante.
December: Il ragazzo… è importante!

Carla: Walter, ci dev’essere un confine, da qualche parte… un confine che noi non possiamo valicare.
Walter: Ti ho sempre considerata una scienziata, dottoressa Warren… nonostante il tuo bisogno personale di idiozie religiose. Vedo che mi sbagliavo…
Carla: “Sono diventato la morte, il distruttore di mondi”.
Walter: Non provare a citarmi Oppenheimer!
Carla: Non si può cercare il sapere senza morale.
Walter: Sembri un prete del sud pio e santimonioso!
Carla: Vero, vado in chiesa ogni domenica, Walter, ma ho anche tre lauree in Fisica Teorica, e ti sto dicendo che non riuscirai a farlo. Sappiamo entrambi che la quantità di energia richiesta per creare un portale danneggerà per sempre entrambi gli universi. Per il bene di una sola vita, distruggerai il mondo… ci sono cose in cui è meglio se non ci immischiamo… alcune spettano solo a Dio.
Walter: Mio figlio sta morendo, dottoressa Warren. Non permetterò che ciò accada di nuovo. C’è spazio per un solo dio in questo laboratorio, e non è il tuo.

Nina: Io so perchè stai facendo tutto questo. Lo capisco. Sai quanto Peter fosse importante per me, e quanto sia difficile per me ammettere… che sia morto. Ma… questa… non è la risposta.
Walter: No. Non permetterò che muoia di nuovo.

Walter: Perchè? Perchè ci ha salvato?
September: Il ragazzo è importante. Lui deve vivere.

Walter: In quel momento ho capito… che, a differenza di quello che avevo promesso… di quello che avevo tutta l’intenzione di fare… non avrei potuto riportare mai più Peter indietro. Il modo in cui lei lo guardava… ho visto in lei quello di cui più avevo avuto paura io stesso quando lo avevo visto. Non potevo perderlo di nuovo. E’ stato il primo buco, Olivia. La prima breccia… la prima crepa in uno schema di crepe e spazi tra i mondi. Ed è colpa mia. Non puoi immaginare cosa si provi… a perdere un figlio.

Episodio 16: Olivia. In The Lab. With The Revolver.

Peter: Killington? Dove si scia?
Walter: C’è appena stata una nevicata.
Peter: Non avevo idea che tu sciassi.
Walter: Oh, sì! Ero abbastanza spericolato. Ricordo che c’era un fuoripista segreto. La chiamavano “il fondoschiena”, ma non per il motivo che credi tu. Si scendeva nudi. Quando arrivavi in fondo, avevi i testicoli in bocca.
Peter: Sono certo che l’agente Dunham ti sia davvero grata per quest’immagine.

Walter: Potresti prendere un campione di questo pus, Peter?
Peter: Sempre i lavori migliori.

Walter: Abbiamo bisogno di glicerina, amido di mais e colorante per alimenti.
Astrid: Colorante per alimenti?
Walter: Non per lei, ma visto che dobbiamo cucinare, tanto vale fare un po’ di toffee.

Peter: Penso… penso di sapere cosa ti angoscia. Perchè sei stata così a disagio nei miei confronti, nelle ultime settimane. Va bene. Quel viaggio a Jacksonville è stato pazzesco. Eravamo entrambi esausti, entrambi emotivamente instabili, e… sai, se qualcosa fosse accaduto tra noi, se ci fossimo baciati, dovremmo affrontare la cosa, ma non è successo.
Olivia: No. No, non è successo.
Peter: Giusto. Sai, sono qui da un anno, e non ho mai passato così tanto tempo nello stesso posto. Quindi, questa cosa che abbiamo… io, te e Walter, questa… questa… strana, piccola… unità familiare che formiamo… non farei mai nulla per metterla a rischio.
Olivia: Vale anche per me.

Olivia: E’ la cosa giusta da fare, Peter deve sapere la verità.
Nina: Che sia o non sia la cosa giusta da fare… riconosco quello sguardo. Lo so che lavorare fianco a fianco con qualcuno può far nascere dei sentimenti. Sono abbastanza sicura che tu non sia pronta a perderlo. Non sei venuta qui oggi per chiedermi una lista che già sapevi che non avevo. E non sei venuta qui per dirmi che hai intenzione di dire a Peter chi è veramente. Sei venuta qui… Perche’ volevi che ti convincessi a non farlo.

Walter: Il cavo rosso va nel buco rosso. Il blu…
Peter: Sì, grazie, Walter. L’avevo capito da solo, pensa un po’.

Peter: Come mai non hai chiamato Broyles?
Olivia: Ho il tuo numero nelle chiamate rapide.
Peter: Davvero? Sono il numero 1 nelle chiamate rapide di Olivia Dunham?
Olivia: No, ma ho pensato che né Rachel né il signor Iyer del fast food indiano avrebbero potuto aiutarmi. Peter… grazie di essere venuto.
Peter: Non c’è di che.

Walter: Agente Dunham…
Olivia: Walter, per favore, aspetta… per favore… fammi finire. Penso che probabilmente hai ragione tu. Penso che alcune verità facciano più male… che bene. E… che ci sono dei vasi di Pandora… che è meglio lasciare chiusi. Quindi… non dirò niente a Peter.
Walter: Grazie, Olivia. Ma la verità è che… ho fatto danni in abbondanza. Ed è… ora che inizi a sistemare le cose. Qualsiasi siano le conseguenze. E come prima cosa devo dire la verità a Peter. Devo dirgli chi è veramente.

Episodio 17: White Tulip
Peter: Ho letto che i deja-vu sono il modo che ha il destino per dirti che sei esattamente dove dovresti essere. Ecco perchè ti sembra che tu ci sia già passata. Sei esattamente in linea col tuo destino.
Olivia: Beh, tu ci credi?
Peter: No, è un po’ troppo mistico per i miei gusti. Non ne ho mai avuto uno. Forse è perche’ non sono in linea con il mio destino.

Walter: Olivia… posso venire con te? Nella tua macchina? Non posso andare a casa con lui, non riesco a guardarlo.
Olivia: Walter, non puoi continuare così. Peter sa che c’è qualcosa che ti turba.
Walter: Gli… gli ho scritto una lettera. Invece di sentirlo da me, che balbetto continuamente, una lettera è più concisa. Spiega tutto esattamente nelle giuste parole. Peccato che ogni volta che penso di essere pronto a dirglielo io… prevedo la sua reazione quando la leggerà. E lascio scorrere la scena nella mia mente più e più volte. E ogni volta, il risultato è… terribile. Ma… ma lo farò. Ma prima… sto aspettando una cosa, agente Dunham. Una cosa di importante.

Walter: Le dirò come farlo, ma le dico anche che non deve farlo.
Alistair: Ma devo farlo.
Walter: Non potrà mai accettarne le conseguenze.
Alistair: Glie l’ho già detto, non ci saranno vittime!
Walter: Non è di queste conseguenze che stavo parlando. Anche io ho tentato l’impossibile… e ci sono riuscito. Sono andato in un altro universo… e ho preso un figlio che non era il mio. E da quel momento, ogni giorno sento il peso… di quell’azione. Le dirò una cosa… che non ho mai detto ad anima viva. Finchè non… ho preso mio figlio dall’altro universo… non avevo mai creduto in Dio. Ma poi ho pensato… che con le mie azioni potevo averlo tradito. E che tutto quello che mi è successo in seguito… era la punizione Divina. Quindi ora… sto cercando un segno del Suo perdono. Ho chiesto a Dio… un segno del Suo perdono. Uno ben specifico. Un tulipano bianco.
Alistair: In questa stagione non ci sono tulipani, nè bianchi nè di nessun altro tipo.
Walter: Ma Lui è Dio. E se Dio può perdonarmi per quel che ho fatto… forse… esiste la possibilità… che, magari, anche mio figlio… possa riuscire a perdonarmi.

Walter: Non sa in che modo cambieranno le cose in seguito alla sua azione, ma cambieranno. Sistemare l’universo non è compito nostro. E non riuscirà più a guardarla negli occhi sapendo tutto ciò, così come io non riesco a guardare più mio figlio. Sono passato attraverso la pazzia per capirlo. E succederà anche a lei.

Episodio 18: The Man From The Other Side
Walter: Guardate. Penso sia uno spinello! Non è  buona come la roba che coltivavo, ma non è nemmeno male.
Peter: Beh, almeno è morta felice.

Walter: Peter, vorresti dare un’occhiata?
Peter: Un embrione di mutaforma… davvero adorabile.

Peter: Dov’è Walter?
Astrid: E’ fuori a contare le macchine. Pensa che possa aiutarlo a risvegliare la memoria. Dice che la memoria umana è stimolata…
Peter: Quando svolge cose banali, lo so.
Astrid: Sai, Walter è convinto che Newton voglia costruire una porta sull’altro universo. Se Walter ricordasse cos’ha detto a Newton, forse riusciremmo a sapere cosa dovrebbe succedere domani alle 3:31.
Peter: E queste macchine che sta contando?
Astrid: Ha promesso di stare lontano dall’autostrada.

Peter: Walter… sei stato in piedi per due giorni di fila. Hai bisogno di riposarti.
Walter: I mutaforma… avrei dovuto essere più cauto con la mia prima dissezione. Se non avessi causato così tanti danni, ci avrebbe potuto dire tutto.
Peter: Ma non potevi saperlo.
Walter: E’ stato decisamente stupido e imperdonabile.
Peter: Calmati. Andrà tutto bene.
Walter: Ok… sì.
Peter: Ne verremo a capo, come facciamo sempre. Ok?
Walter: Ok… ok.
Peter: Va bene? Voglio che ti riposi un po’, papà. Io mi metto a letto. Sono di sopra, se hai bisogno.
Walter: “Papà’”. Mi hai appena chiamato “papà’”.
Peter: Credo di sì.

Walter: Peter! Mi hanno detto che sarebbe andato tutto bene, ma ero così preoccupato, figliolo.
Peter: C’era un altro uomo su quel ponte. Quando il dispositivo di Newton si è azionato, l’ho visto… stava camminando sul ponte. Doveva provenire dall’altra dimensione. Avevi detto che gli effetti delle vibrazioni prodotte sarebbero stati devastanti. E… così è stato. Hanno distrutto quell’agente dell’FBI, l’hanno… disintegrato, senza lasciarne la minima traccia. Ma non hanno ucciso l’uomo dell’altra dimensione. E non hanno ucciso me. Io non appartengo a questo mondo, vero? Non hai semplicemente aperto un varco sull’altra dimensione. L’hai attraversato… e sei tornato qui portandomi con te. E’ per questo che sono sopravvissuto al dispositivo di Newton. Per questo non ricordo la mia infanzia.
Walter: Stavi morendo, Peter…
Peter: Per questo mia madre si è suicidata. Non è così? Lei lo sapeva… vero? E quando me ne sono andato, il senso di colpa era talmente grande che non poteva più conviverci. La menzogna…
Walter: Peter, devi capire che…
Peter: Io capisco, Walter. Capisco ogni cosa, adesso.
Walter: Figliolo, è…
Peter: Non sono tuo figlio. Vorrei restare da solo, adesso.
Episodio 19: Brown Betty

Astrid: Hai fumato marijuana.
Walter: Dire che ho fumato marijuana è riduttivo. E’… è un ibrido tra la chronic supernova… e il kush afgano… l’ho chiamata “Brown Betty”.

Ella: Ma non è così che va! Non può essere morta.
Walter: E perchè no?
Astrid: Forse perchè è sua madre, Walter…
Walter: Oh…

Olivia: Non sto cercando qualcuno pronto a dare il cuore al mondo intero. Magari da qualche parte nell’universo ci sarà un uomo che mi scalderà quando avrò freddo, che mi darà da mangiare quando avrò fame, e magari, a volte mi porterà a ballare.

Peter: Walter Bishop non ha il merito di tutte le cose buone del mondo… Ma è responsabile di tante cose brutte…

Peter: Allora, cosa ti ha fatto diventare un detective?
Olivia: Non lo so. Io… suppongo di aver sempre
saputo cosa dovevo fare.
Peter: E che cos’era?
Olivia: Prendermi cure delle persone.
Peter: E chi si prende cura di te?
Episodio 20: Northwest Passage

Peter: So come sembra. Ma mi creda, se può immaginarselo, allora è possibile.

Astrid: Walter… perchè non mi hai detto che avevi bisogno di aiuto?
Walter: Cosa devo fare? Chiamarti ogni volta che finisco i gelati?
Olivia: Sì, se li vuoi.
Walter: Devo imparare a occuparmi di me stesso. Se Peter non torna…
Astrid: Walter…
Walter: Mi rimanderanno all’ospedale, vero?
Olivia: Non permetterò che succeda.
Walter: Grazie. Io… vorrei dei gelati.

Walter: E se non mi perdonasse, Astrid? Ora mi resta solo la speranza. La speranza che capisca perchè ho fatto quello che ho fatto. Ma se lo trovassi, e non volesse perdonarmi? Cosa mi resterebbe?

Walternate: Ciao, figliolo.

Episodio 21: Over There, Part 1

Walter: C’è qualcosa che dovrei ricordarmi, ma non riesco a ricordarmi cosa, riguarda Peter!
Olivia: Walter?
Walter: No, no, no, credo… che gli succederà qualcosa. Qualcosa… qualcosa di terribile. Oddio… credo che sia questo, che avrei dovuto ricordare.
Olivia: Ok, uno di quegli uomini, sai gli Osservatori? Credo che l’abbia lasciato per me.
Walter: Beh, dopo aver portato Peter dall’altra parte, qualche anno dopo, uno di loro venne a trovarmi. Beh, mi disse che avrei dovuto acconsentire a non far mai tornare Peter dall’altra parte.
Olivia: Perchè?
Walter: Perchè se l’avessi fatto… sarebbe successo questo.
Olivia: Sì, ma di che si tratta, Walter? Cosa significa?
Walter: E’ esattamente quello che sembra, vedi? Mio figlio… Sarà il responsabile della fine del mondo.

Heat: Io la conosco. Lei è l’uomo che conduceva esperimenti su di noi. Potrei ucciderla seduta stante.
Walter: Ciò che ho fatto… è imperdonabile. Barbaro. I danni collaterali sono stati ingenti. Ma sappiate che avevamo scopi nobili. Credevamo che il nostro mondo avesse bisogno di guardiani, di difensori, e che voi bambini sareste stati quei difensori. Abbiamo sviluppato i vostri talenti perchè avevamo previsto che sarebbe venuto il giorno in cui entrambi i nostri universi sarebbero stati in pericolo. Perciò, per quanto orribile sia da dire, questo… è il giorno per cui siete stati creati. Ma non avrei mai potuto immaginare… che vi avrei chiesto… di aiutarmi a salvare mio figlio. Mi dispiace così tanto. Beh… se nessuno di voi ha intenzione di uccidermi… penso che andrò a piangere un po’.
Nick: Cavoli… non è lo stesso tizio che ricordavo.
Heat: E’ esattamente lo stesso.
Episodio 22: Over There, Part 2

Olivia: Walter!
Walter: Olivia! Sei tu, vero?
Olivia: Sì, Walter.
Walter: Dimostramelo.
Olivia: Dai, Walter. Non abbiamo tempo per queste cose.
Walter: Sì, sei di certo tu, fantastico. Ciao!

Bolivia: Com’è lei?
Peter: Chi?
Bolivia: L’altra me stessa…
Peter: Ti assomiglia molto. Ma ha uno sguardo più triste. Cerca sempre di rimediare a qualcosa… di riparare qualche torto immaginario. E’ un po’ un suo tarlo, direi… forse, in effetti, non ti assomiglia per niente.

Olivia: Peter. Non è il tuo posto, questo.
Peter: No, non non lo è. Ma non lo è neanche l’altro.
Olivia: Invece sì. Ho pensato a mille ragioni per cui dovresti tornare. Per… Per combattere i mutaforma, per occuparti di Walter, per… per salvare in mondo. Ma alla fine… devi tornare… perchè il tuo posto è con me.

Bell: Ciao, Peter. Sono William Bell. Sono anni che non ci vediamo. Te la cavi meglio di quanto pensassi.
Peter: Cosa vuoi che sia un salto d’universo, tra amici.
Bell: Non intendevo questo.

Bell: Walter… Mi hai chiesto perchè avessi rimosso parti del tuo cervello. L’ho fatto perchè me lo chiedesti tu. Per via di ciò che stavi diventando.

Walter: Peter… Sei… tornato, adesso, vero? Non… non te ne andrai di nuovo, no?
Peter: Sto cercando di vedere la cosa dal tuo punto di vista, Walter. E non ci riesco. Ma… hai viaggiato tra gli universi due volte per salvarmi la vita. Questo dovrà pur contare qualcosa, no?
Walter: Grazie, Peter. Figlio mio.

5 Commenti a “Stagione 2”

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4x09: "Enemy Of My Enemy"
20 Gennaio 2012
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