Pagina a cura di Fabio P. Gcowboys
I Violet Sedan Chair sono la band preferita del nostro amato dott. Walter Bishop.

Già questo basterebbe per inserirli nella playlist dei gruppi da scoprire, visto che da buoni Fringe addicted siamo sempre stati attratti da ogni elemento di contorno, anche il più piccolo riferimento o la minima citazione presente in questo straordinario telefilm. Ma se a questo aggiungiamo l’alone di mistero che avvolge questo disco, da molti ritenuto uno degli anelli da decifrare per arrivare alla soluzione del rompicapo Fringe, è normale che l’interesse di saperne qualcosa di più mi abbia spinto a cercare quante più informazioni possibili, con il rischio di andare anche spesso fuori rotta, sempre presente quando si naviga a vista nel mistero raccogliendo indizi e facendo supposizioni. Anche perché ad oggi, i Violet Sedan Chair non esistono.
Dei Violet Sedan Chair si inizia a parlare in un articolo, pubblicato sul numero online di ottobre del 2009 della rivista Wired. In esso si racconta dei contenuti nascosti in storici album quali “Their Satanic Majesties Request” dei Rolling Stones, “Led Zeppelin III” dei Led Zeppelin e a metà articolo si legge …
Le note di copertina sull’album dei Violet Sedan Chair “Seven Suns” mostrano una undicesima traccia non presente sull’album, mentre si dice che la traccia 10 possa produrre effetti allucinatori se suonata contemporaneamente su più giradischi.
(fonte)
Da notare come JJ Abrams, anche se non autore di quell’articolo, sia stato uno degli ospiti speciali di quella uscita di Wired. Seguendo questo link potrete leggere un suo articolo in cui parla di “Alias”, di “Lost” e di un Osservatore che noi ben conosciamo …
Dell’album non si sa nulla, se non le informazioni presenti sul retro di una copertina che inizia a girare in rete.

Su questa copertina è stampata una track list composta da 11 pezzi, di cui l’ultimo, “Greenmana”, come dice l’articolo di Wired, non inciso sull’album. I lati del vinile sono contrassegnati da numeri e non da lettere, come solitamente accade per i dischi.
Sono indicati anche i componenti della band, gli strumenti da loro suonati e dove e quando è stato composto l’album, ma su tutte queste informazioni non esiste nessun riscontro.
Sembra dagli strumenti elencati che nella band non ci siano chitarristi e questo è molto strano perché ascoltando i pezzi ci accorgiamo subito che il suono della chitarra c’è eccome (basta sentire l’inizio di “Seven Suns (rising)”, praticamente un esplosione di chitarra elettrica …)
Il logo della casa discografica produttrice dell’album, la 13Th Tone Records, è una tastiera dove non quadrano i tasti neri, come se ci fossero delle note in più da suonare, magari con l’uso di una mano a 6 dita …
Anche la copertina, molto seventies nei disegni e nella grafica, si lascia avvolgere da un alone di mistero…

Su di essa è raffigurato il volto di una ragazza e si può cogliere una somiglianza piuttosto intrigante se rovesciamo l’immagine e la paragoniamo a questa foto:

Segnalerei anche che il nome VIOLET SEDAN CHAIR può essere anagrammato nell’interessante frase “OLIVE CAN READ THIS”: che la nostra Olivia sia in grado di decifrare queste musiche? Un altro modo per lei di passare da un universo all’altro?
Tornando alla copertina, in essa sono raffigurati sette soli: che stiano ad indicare forse che ci sono più universi di quelli che ora conosciamo? (di un altro ne siamo già certi …) Tre soli sono disegnati sulla destra, tre sulla sinistra equidistanziati e in equilibrio tra loro, e un settimo, il più grande, sorge su una distesa di acqua…
Dal testo di “Seven Suns (rising)”:
If the seven suns are rising
in front of me
and the seventh one stamps out the only sea
E parlando di testi, in molti hanno trovato dei riferimenti con i protagonisti del telefilm (in grassetto ne trovate qualcuno dei miei, sicuramente non esaustivi …)
Dopo l’articolo su Wired in rete cala il silenzio, mentre Fringe in televisione continua a tessere la complicata ragnatela della sua prima stagione. In tutti i suoi primi venti episodi non viene mai fatto accenno ai VSC, che vengono nominati soltanto nel decimo episodio della seconda stagione, “Gray Matters”, in cui Walter spiega ad Astrid che ha bisogno di ascoltarli quando deve recuperare da una sbronza da valium.
Walter: Ho preso troppo Valium. Stato confusionale, giramenti di testa, nausea. Penso di aver calcolato male la dose.
Astrid: Forse dovremmo portarti in ospedale, Walter.
Walter: Non voglio andare in ospedale. Mi servono… i Violet Sedan Chair.
Astrid: Walter, quello che dici non ha senso.
Walter: Mia cara, i Violet Sedan Chair… sono un gruppo musicale. Il loro primo album… mi aiuta sempre a riprendermi dall’effetto del Valium. (dai sottotitoli di ITASA).
Ritornano poi nell’episodio “Northwest Passage”: Walter, scosso dall’evoluzione drammatica del suo rapporto con Peter, sente nuovamente la necessità di ascoltarli.

Un interessante riferimento compare poi in una scena (in seguito tagliata) dell’over there. Mentre Peter e Walternate sono in macchina si sentono le note di una canzone dei VSC, Bishop Jr. li riconosce e ci scherza sopra:

Peter: “Sono stati la colonna sonora della nostra vita”
E Walternate alimenta il mistero affermando di preferire il loro terzo album, lasciando sorpreso il figlio, dato che over here i VSC avrebbero realizzato solo un album …
Walter: C’è così tanto Peter, c’è così tanto per te da sperimentare …”
Ma è nell’episodio “Firefly” della terza stagione che i VSC diventano protagonisti assoluti dello show. Walter incontra Roscoe Joyce, tastierista e leader della band, e si sviluppa tra loro un appassionante e simbiotico rapporto.
Peter: Roscoe Joyce è il loro tastierista. E’ uno dei miti di Walter, è lassù con Einstein e Tesla, nel suo olimpo personale.
Nel laboratorio di Walter viene portato un pianoforte, Walter crede che possa aiutare Roscoe nella terapia ipnotica …
Walter: La mente di Roscoe non funziona come la nostra. La sua creatività si esprime tramite la musica. Suonare… potrebbe aiutarlo a ricordare la conversazione fatta col figlio.
Peter: E se poi tu per puro caso ottenessi un concerto privato dal tuo idolo musicale…
Walter: Non è per questo che lo faccio. Ma non posso negare che mi piacerebbe.
Lungo la puntata la relazione tra Walter e Roscoe Joyce si delinea in modo drammatico. C’è uno squilibrio temporale dovuto alle azioni di Walter che ha coinvolto Bobby, il figlio di Roscoe, portandolo alla morte.
Walter:E quell’uomo… ha perso un figlio…perché io non ero disposto a perdere il mio.
Ma nonostante questo il commiato tra i due è pura poesia scritta dagli autori …
Roscoe: Vieni a farmi visita qualche volta. Portami un frappè alla fragola. E io suonerò il pianoforte per te.
Walter. Ne sarei onorato.
Roscoe: Avevo dimenticato… come fosse fatto mio figlio. Quale fosse il suo odore. Come fosse… stargli accanto. Ma adesso me lo ricordo. A nessuno viene concessa una seconda occasione come questa.
C’è da notare, licenze artistiche a parte e ad onore di correttezza, che la storia narrata nell’episodio contrasta con le note di copertina, perché si narra che RR sia stato il tastierista della band, mentre sul vinile si legge un altro nome come titolare di quello strumento… magari sono la stessa persona…

Per concludere questa veloce carrellata di immagini, riferimenti, citazioni e supposizioni sui Violent Sedan Chair, mi sembra interessante parlare dei video che da qualche mese girano su You Tube e che più o meno direttamente fanno riferimento alla band. Parliamo di viral marketing, ossia quella forma di promozione che in rete ha un perfetto bacino di diffusione perché permette di impiantare semi da cui possono nascere delle importanti rivelazioni o delle piante che non hanno proprio nessuna forma e che quindi non portano a niente..
I virals sono uno strumento già usato da JJ Abrams in Lost, terrò per ora per me i commenti e le supposizioni sui singoli video e su chi li ha postati, anche se di domande me ne sono già fatte molte (sono dei fake? Ci sono indizi clamorosi?)… e voi che domande vi siete posti?
Poi non sarebbe male provare a trovare qualche risposta insieme …
Lasciatemi solo chiudere con un breve giudizio musicale sull’album: secondo me è suonato davvero bene, ogni pezzo ha un suo significato come testo e come musica, gli strumenti elencati in copertina sono presenti dalla prima all’ultima traccia, la registrazione è ottima, insomma, un disco che potrebbe essere tranquillamente spacciato “per vero”.
i VSC ricordano molto i gruppi dell’ondata psichedelica a cavallo tra gli anni ’60 e i ’70, quindi ovvio che non potevano non piacere al nostro scienziato genio e pazzo preferito, chissà quante volte li avrà ascoltati con Belly mentre si preparavano una bella “Brown Betty” … e probabilmente li saranno andati a vedere anche in concerto …

Sembra che circa 500 copie siano state distribuite in negozi di dischi in diverse città americane, e che ognuna di queste copia contenga un indizio unico per comprendere meglio quella ragnatela di cui parlavo all’inizio .
Ad oggi è stata trovata solo una copia, in un negozio di dischi usati … rimaniamo in attesa di altre scoperte …










