SciFiNow ha intervistato John Noble e Joshua Jackson, per parlare dei loro personaggi e della seconda stagione appena conclusa. Per leggere la traduzione (spoiler per chi non ha visto la seconda stagione, contiene solo un piccolissimo spoiler sulla terza), cliccate su
Sulla maggiore serializzazione dello show - Sia Joshua Jackson che John Noble concordano sul fatto che la maggiore serializzazione ha giovato allo show. Noble aggiunge che li spettatori vogliono saperne di più su come i personaggi vivono la loro vita in continuità. Jackson aggiunge che gli episodi mitologici sono più interessanti anche per gli stessi attori e che vuole raccontare le storie riguardanti questa fantastica mitologia che hanno creato. Jackson apprezza anche il cambiamento radicale che hanno subito i personaggi dall’inizio della serie: di solito i personaggi degli show rimangono abbastanza statici ed è la storia ad andare avanti, per fornire allo spettatore una sorta di stabilità confortante. In Fringe invece i personaggi sono soggetti ad un’evoluzione continua.
Sulla scoperta di Peter - Jackson spiega che quando ha scoperto la verità sulle sue origini, Peter ha perso la sua famiglia e quel bellissimo rapporto padre-figlio che lui e Walter avevano tanto faticosamente coltivato nel corso di queste due stagioni. All’inizio Peter e Walter non avrebbero potuto essere più feriti (ed in Peter c’era anche una forte chiusura nei confronti del mondo esterno), ma i due sono riusciti a superarlo insieme, e Peter ha imparato ad aprirsi pian piano al padre, fino all’infrangersi delle sue barriere. Alla fine Peter ha permesso a Walter di avere un posto importante nella sua vita, e proprio in quel momento la rivelazione delle sue origini ha mandato tutto in frantumi.
Su Walternate - Noble conferma che la prossima stagione si svolgerà di più nell’altro universo, e che assisteremo quindi al tanto atteso confronto fra Walter ed il suo temibile alter ego.











