AP ha intervistato John Noble, che ha parlato di Walter e di come sia lavorare in uno show televisivo. Per leggere le sue affermazioni (andate sereni, niente spoiler all’orizzonte), cliccate su
- “Capisco Walter, capisco completamente il suo entusiasmo puerile. Comprendo perchè si senta solo, e i suoi tentativi di riavvicinarsi a suo figlio. Penso che non ci sia una sola fase che attraversa che io non capisca.”
- “Questo personaggio di Fringe, è un vero e proprio regalo. Posso finalmente utilizzare il talento che ho acquisito nel corso degli anni e sviluppare il personaggio su una lunga distanza. Non ho particolari difficoltà a capire quello che dico sullo schermo. La scienza di cui parliamo, quella che alimenta la serie, in questo momento mi appassiona. Di colpo non sono più “Oh, mio Dio, di cosa stiamo parlando?”
- (riguardo al fatto che ignorava la mole di lavoro che c’è dietro ad un telefilm) “L’ignoranza è un beneficio. Mi sono detto che amavo la serie, che adoravo esserci e recitare questo ruolo. In termini tecnici, le esigenze della televisione sono più sottili di quelle del teatro, ed è una cosa che adoro. E il ritmo della televisione non mi disturba. Sapete quando si dice che bisogna seguire il proprio istinto e che la prima idea è quella buona? Ebbene nella televisione vi dovete fidare del vostro istinto, perchè non avrete la scelta, non avrete diritto che ad una sola possibilità. Allora vi dite ‘Su, andiamo!’, ma questo corrisponde alla mia personalità.”
- “Penso che il personaggio sia stato stabilito molto presto nella serie. Sarei estremamente sorpreso deluso se cambiasse di colpo. E potrei anche non nascondere il mio disaccordo. Non è lui che sta cambiando, sono le cirostanze a farlo.”











